Molte future mamme si chiedono cosa sia la depressione post-partum, chi ne sia affetto e come accorgersene. E' in effetti un tema sempre più discusso, con buona ragioni, colpendo il 13 - 15 % delle neomamme. E' importante tuttavia non allarmarsi troppo; perché può essere comune, in gravidanza, vivere momenti difficili, in cui ci si sente depresse o molto in ansia. La maternità oggi viene affrontata con un tipo di consapevolezza molto differente rispetto a quanto accadeva solo due o tre generazioni fa. Questo accade perché le coppie si sentono sempre più libere di scegliere se avere un figlio ed in quale momento. A livello sociale le coppie senza figli non sono più considerate 'strane' o guardate con giudizio (cosa che, va notato, può invece accadere nei nuclei familiari di porvenienza!), ma come coppie che hanno fatto una scelta. Inoltre l'età in cui si hanno figli, per motivi economici, si è spostata in avanti; dunque avere un bambino non è una cosa 'naturale' che si fa ad un certo punto della propria vita, ma sempre più spesso un passo ponderato e valutato con attenzione.
Facciamo una prima importante distinzione tra depressione post partum vera e propria, e quei vissuti depressivi che vivono molte madri nei primissimi giorni dopo al parto:
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Gli psicologi non fanno magie, aiutano invece a trovare nuovi percorsi.
Scoprire nuovi sentieri richiede tempo, energia, fatica e talora sofferenza, ma una volta scoperti, saranno utili per tutta la vita.
Scoprire nuovi sentieri richiede tempo, energia, fatica e talora sofferenza, ma una volta scoperti, saranno utili per tutta la vita.
lunedì 2 gennaio 2012
sabato 3 dicembre 2011
Aiuto, non trovo lavoro! Disoccupazione giovanile e malessere.
Il lavoro è una parte importante della nostra vita, perché ci consente di essere autonomi economicamente; in termini di evoluzione personale, questo significa potersi staccare dalla famiglia di provenienza per costruirne una propria, o semplicemente per vivere autonomamente in una casa solo nostra, nella quale stabilire regole ed abitudini scelte solo da noi.
Se da una parte le famiglie investono quanto possono per garantire un futuro ai propri figli, dall’altra accade con grande e preoccupante frequenza che l’educazione scolastica data ai figli, che hanno studiato all’università e molte volte hanno anche frequentato corsi o master molto costosi, si riveli del tutto inutile nel mercato del lavoro.
venerdì 25 novembre 2011
Mangiare indipendentemente dalla fame: perché lo facciamo?
Prima o poi è capitato a tutti di ritrovarsi a mangiare senza sapere
perché, magari dopo aver cenato, la notte, o a metà del pomeriggio.
Tutto ciò che riguarda l'alimentazione attira un grande interesse: in parte dovuto all'importanza attribuita socialmente alla cura del corpo, soprattutto per quanto concerne il peso e la linea; in parte grazie ad una diffusione capillare della cultura della sana alimentazione, dovuta probabilmente alle scoperte di quanto i cibi poco sani possono influire sulla salute
(tanto per citare un caso eclatante, pensiamo alla mucca pazza!).
Quali sono i motivi per cui mangiamo o non mangiamo a prescindere dai nostri bisogni nutrizionali?
Tutto ciò che riguarda l'alimentazione attira un grande interesse: in parte dovuto all'importanza attribuita socialmente alla cura del corpo, soprattutto per quanto concerne il peso e la linea; in parte grazie ad una diffusione capillare della cultura della sana alimentazione, dovuta probabilmente alle scoperte di quanto i cibi poco sani possono influire sulla salute
(tanto per citare un caso eclatante, pensiamo alla mucca pazza!).Quali sono i motivi per cui mangiamo o non mangiamo a prescindere dai nostri bisogni nutrizionali?
domenica 6 novembre 2011
Vivere nell'incertezza
Non possiamo avere una previsione completa e totale di quello che accadrà nella nostra vita. Vi sono troppi piani di realtà da considerare.
Innanzitutto il piano personale, quello che riguarda la nostra sfera affettiva e lavorativa, la nostra casa e la nostra famiglia. In quest'ambito, potremmo già distinguere una parte intrapsichica ed una sociale. La parte intrapsichica è il complesso intreccio delle emozioni, dei sentimenti, dei desideri, del modo di pensare, tutti aspetti che possono cambiare anche quando meno me lo aspetto. La parte sociale riguarda la famiglia o comunque la cerchia più intima delle relazioni sociali
Innanzitutto il piano personale, quello che riguarda la nostra sfera affettiva e lavorativa, la nostra casa e la nostra famiglia. In quest'ambito, potremmo già distinguere una parte intrapsichica ed una sociale. La parte intrapsichica è il complesso intreccio delle emozioni, dei sentimenti, dei desideri, del modo di pensare, tutti aspetti che possono cambiare anche quando meno me lo aspetto. La parte sociale riguarda la famiglia o comunque la cerchia più intima delle relazioni sociali
mercoledì 2 novembre 2011
Corsi ed iniziative a Monza
Corsi in programma al Centro Acacia
Per tutte quelle persone interessate ad apprendere a gestire meglio emozioni e sensazioni; a conoscere il proprio corpo al fine di conviverci meglio; a migliorare competenze importanti nella nostra quotidianità quali la comunicazione.Il Centro Acacia propone brevi corsi, strutturati a cicli di incontri, che vogliono rispondere a queste esigenze.
La psicologia non è solo trattamento di un disturbo o psicoterapia, ma anche un veicolo per migliorare alcune aree nella nostra vita, sperimentandoci ed apprendendo.
Ecco tutti i nostri corsi:
Per maggiori informazioni contattateci allo 331 4122812 o via mail all’indirizzo centro.acacia@gmail.com.
martedì 1 novembre 2011
Psicoterapia: miti da sfatare
La maggior parte delle persone, quando sente parlare di psicoterapeuti, pensa al lettino; quello su cui distendersi ad occhi chiusi.
Il lettino è lo strumento della psicoanalisi e di alcune terapie ad orientamento psicanalitico; tutte le altre psicoterapie, tuttavia, il lettino non l’hanno mai visto. Va da sè che non lo vedranno nemmeno i pazienti!
Molte psicoterapie usano un setting piuttosto semplice. Il setting è null’altro che l’ambiente nel quale si fa la terapia, e dev’essere idoneo al modo di lavorare dello psicoterapeuta, accogliente e funzionale.
Il lettino è lo strumento della psicoanalisi e di alcune terapie ad orientamento psicanalitico; tutte le altre psicoterapie, tuttavia, il lettino non l’hanno mai visto. Va da sè che non lo vedranno nemmeno i pazienti!
Molte psicoterapie usano un setting piuttosto semplice. Il setting è null’altro che l’ambiente nel quale si fa la terapia, e dev’essere idoneo al modo di lavorare dello psicoterapeuta, accogliente e funzionale.
venerdì 4 marzo 2011
L'Associazione Acacia e lo Sportello Psicologico di Prima Accoglienza
E' partito lo Sportello Psicologico di Prima Accoglienza, importante opportunità di primo contatto con il mondo della psicologia offerta dall'Associazione Acacia - Psicologia e Benessere. L'iniziativa è nata da un progetto che i professionisti dell'Associazione hanno sottoposto all'attenzione della Commissione Sanità e Servizi Sociali della Circoscrizione 1 del Comune di Monza, nato da una riflessione riguardante la necessità di fornire indicazioni pratiche e delucidazioni sulla realtà della Salute Mentale. Lo Sportello vuole proporsi come riferimento sul territorio per l'anno 2011 e conta sulla pubblicità ufficiale, ma soprattutto sul vostro passaparola.
Allo Sportello di Prima Accoglienza potrete effettuare un colloquio gratuito con un professionista, cui rivolgere in libertà tutte le domande sulla figura dello psicologo e su come si svolge un percorso psicologico.
Allo Sportello di Prima Accoglienza potrete effettuare un colloquio gratuito con un professionista, cui rivolgere in libertà tutte le domande sulla figura dello psicologo e su come si svolge un percorso psicologico.
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